1. Cos’è cambiato nel 2025: fine del "coacervo" e doppia franchigia
In precedenza, le donazioni fatte in vita venivano considerate insieme all’eredità al momento della successione, riducendo la franchigia disponibile. Dal 2025, con l'abrogazione del coacervo successorio (DLgs 139/2024, art. 8 TUS), donazioni e successioni sono trattate separatamente.
Risultato concreto: figli e coniuge hanno a disposizione due franchigie identiche e indipendenti da 1 milione di euro, una per la donazione e una per la successione. In pratica si può trasferire in totale fino a 2 milioni con zero imposte, sempre che non si superino i limiti previsti.
2. Franchigie e aliquote: la normativa aggiornata
Per capire quanto può ricevere ciascun familiare senza imposte e quanto invece inizia a pagarle, ecco il quadro aggiornato:
- Coniuge, figli, genitori e discendenti diretti: beneficiano di una franchigia di 1 milione di euro per donazione e un altro milione per successione. L’imposta si applica al 4% solo sulla parte eccedente, gestita autonomamente dal donatario (autoliquidazione entro 90 giorni, dichiarazione telematica entro un anno).
- Fratelli e sorelle: hanno una soglia di esenzione di 100.000 € sia sulle donazioni che sulle successioni, con imposta al 6% sull’eccedenza.
- Parenti fino al quarto grado o affini entro terzo grado: non hanno franchigie e pagano il 6% su tutto il valore ricevuto.
- Persone con disabilità grave ai sensi della Legge 104/1992: godono di un’esenzione personale fino a 1,5 milioni, indipendentemente dal legame di parentela.
Queste aliquote e franchigie si applicano per ciascun beneficiario, distinguendo sempre tra donazione e successione.
3. Che cos'è una donazione informale?
Hai effettuato bonifici per aiutare i figli con l’acquisto casa, pagato mutui o bollette?
Sono considerati donazioni informali, ossia trasferimenti in forma non vincolata da atti notarili.
La Corte di Cassazione (sentenza 7442/2024) ha stabilito che queste liberalità non vengono assoggettate a tassazione, a condizione che rientrino entro le soglie di franchigia.
Non serve atto notarile né registrazione, sempre che non si ecceda il limite di riferimento.
4. Quando serve un atto notarile
Se doni un immobile, partecipazioni societarie o somme ingenti oltre la franchigia, è obbligatorio stipulare un atto notarile in forma pubblica con due testimoni e firma del donatario.
Serve per rendere il trasferimento opponibile ai terzi e valido civilisticamente.
In conclusione
Grazie all’indipendenza tra franchigie per donazioni e successioni, puoi trasferire una parte significativa del patrimonio senza pagare imposte.
Non restare a guardare: agisci ora per tutelare il futuro dei tuoi cari e del tuo patrimonio.
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